La Festa dei ragazzi dell’IIS “I. Morra”

Progetto di integrazione scolastica e sociale.

Titolo: “L’arte della cartapesta per la cultura materana”.

218Forse basterebbe solo il titolo ed un po’ di fantasia per provare ad immaginare la bellezza del progetto realizzato dall’istituto di istruzione superiore “Isabella Morra” di Matera nell’A.A. 2015/2016.

Prima ancora di una oggettiva difficoltà psicofisica, sovente, gli handicap costruiscono barriere psicologiche tra i normodotati e i diversabili che finiscono per emarginare questi ultimi. L’arduo compito di recuperare la distanza è affidato alle strutture scolastiche, perché a tutti i ragazzi siano forniti gli strumenti per vivere in armonia con il territorio. Antropologia culturale.

Proprio per questo, la prerogativa del progetto è di trovare il <<punto di contatto>> fra gli obiettivi formativi indicati per una classe di studenti delle scuole superiori e gli obiettivi individuali dei ragazzi diversabili e consentire, ove possibile, di fargli acquisire capacità e metodologie adoperabili anche fuori dall’ambiente scolastico.

Dove cercare, perciò, il punto di contatto con il territorio …se si parla di cultura, di arte e di tradizione? Nella Festa della Bruna! La scuola incontra subito l’Associazione “Maria SS. della Bruna” che immediatamente apre le porte ai ragazzi. Il progetto diventa un meraviglioso percorso di formazione per cinque ragazzi diversabili che oltre alle porte, vedono spalancarsi anche un portone, quello della fabbrica del Carro Trionfale, in cui avvicinano il Maestro Michelangelo Pentasuglia e si lasciano ammaliare dall’arte della cartapesta.

E allora? Perché non provare ad usare colla vinilica, carta, gesso, spatole e pennelli? Ma il lamione, per quanto accogliente, si presta ben poco ad ospitare i ragazzi, per cui il progetto viene portato avanti per tre mesi soprattutto in laboratorio. Tre mesi di lavoro, di sorrisi, di festa. Il progetto si è quindi allargato coinvolgendo anche alcuni ragazzi normodotati che si sono confrontati con i loro compagni di classe per realizzare stampi, colorare quadri, decorare angioletti. Poi, ogni due settimane, si passa dal Maestro Michelangelo per osservarne ancora, direttamente, le abilità e provare poi a replicare in laboratorio. Ed il risultato ha superato ogni aspettativa: sono stati prodotte tele, angioletti e puttini che fanno invidia a quelli presenti sul manufatto del Maestro.

Grazie al Comitato promotore dei festeggiamenti, alle prof.sse Franca Dichio e Rosa Di Sirio, alla prof.ssa Maria Teresa Vena per il coordinamento organizzativo e alla prof.ssa Porzia Rossetti, ideatrice e responsabile del progetto. Grazie alla dirigente scolastica prof.ssa Rosaria Cancelliere e all’artista Michelangelo Pentasuglia.

E soprattutto grazie ai ragazzi per aver scritto questa bella pagina della Festa che vive in armonia con il territorio e riesce ad essere sempre più vicina a tutti, tutto l’anno.

I ragazzi ed il maestro

I ragazzi ed il maestro

P.S.: uno degli angioletti realizzati dai ragazzi è posizionato sul Carro Trionfale benedetto da S.E. Mons. Caiazzo e guarderà la statua della Vergine lungo tutto il percorso verso la Cattedrale. Lo avevate notato?

Anche a voi, Buona Festa.