Gli appuntamenti del 20 e 28 Maggio 2016

s_eustachio_2016_maggioSant’Eustachio e Famigliari martiri

Presso la Basilica Cattedrale, Venerdì 20 Maggio, avranno luogo le celebrazioni di Maggio in onore di Sant’Eustachio e Famigliari martiri – patrono della città di Matera dal Maggio dell’anno 994.

Le celebrazioni sono a cura del Comitato Esecutivo dell’Associazione Maria SS. della Bruna e della Confraternita di Sant’Eustachio.

locandinaIII concorso letterario “Poeti in Festa”

Presso la Sala Levi di Palazzo Lanfranchi, Sabato 28 Maggio 2016 alle ore 16.30, avrà luogo la cerimonia di premiazione del 3° concorso letterario “Poeti in Festa”. Il concorso è riservato agli alunni delle scuole primarie di Matera e rientra fra le attività più importanti e coinvolgenti legate a “La Festa della Bruna con gli occhi dei bambini”.

Nell’occasione, il prof. Franco Vitelli dell’Università degli studi di Bari presenterà il libro “U rispir du vicinonz”, una raccolta di poesie dialettali di Franco Palumbo e la favola “L’abbraccio colorato” della scrittrice Elena Marotta con illustrazioni della pittrice Barbara Vecchietti.

Sant’Eustachio e famigliari martiri

cop_s_eustachioFesteggiamenti in onore di Sant’Eustachio e famigliari martiri a Matera dall’11 al 20 Settembre 2015.

Storia di Sant’Eustachio e famigliari martiri

Eustachio, dal greco “ricco di spighe”, patrizio romano, era un valoroso comandante delle milizie dell’imperatore Traiano.
Un giorno, mentre era a caccia, gli apparve un cervo con una croce luminosa tra le corna; colpito da questa visione da pagano divenne cristiano, prendendo il nome di Eustachio (originariamente si chiamava Placido), unitamente alla moglie Teopista e ai figli Teopisto e Agapito.
A causa della conversione i suoi beni furono confiscati e fu mandato in esilio.
Emigrò, con la sua famiglia, in Egitto, ove la moglie fu fatta schiava e i suoi due figli furono rapiti.
Eustachio, solo con il suo dolore, lavorò da guardiano.
Richiamato dopo 15 anni per la guerra, si rese glorioso con molte vittorie, ritrovando, casualmente, la moglie e i figli.
L’imperatore Adriano, successore di Traiano, aveva decretato un trionfo per il suo generale vittorioso, ma quando scoprì che Eustachio rifiutava di adorare gli dei, lo condannò con tutta la famiglia ai leoni, dai quali, però, non furono aggrediti.
L’imperatore, allora, irritato, li fece rinchiudere in un toro di bronzo arroventato, ove morirono senza che il calore sfigurasse i loro corpi.

A cura di:
Parrocchia Cattedrale – Ass. Maria SS. della Bruna – Confraternita Sant’Eustachio